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L'ALLATTAMENTO AL SENO

Dagli anni '80 si è assistito ad una ripresa netta dell'allattamento al seno:
oggi circa il 90% delle donne allattano al momento della dimissione ospedaliera. Tanto può dare questa pratica alla connaturazione del rapporto madre-bambino e tanto in termini di salute; non colpevolizziamo, però, le donne che non riescono a praticarlo.
La pratica dell'allattamento al seno facilita il superamento della crisi post-partum, la ripresa del peso forma, il miglior rapporto col proprio figlio. Per il neonato il latte della mamma è il miglior alimento esistente e facilita le difese dagli agenti infettivi, la maturazione del sistema nervoso, ostacola la comparsa delle allergie. Pertanto, anche in caso di piccoli ostacoli (capezzolo introflesso per es.) è compito del pediatra spronare la nutrice a non arrendersi.
Qualora il capezzolo sia introflesso e non protruda sotto lo stimolo di suzione del neonato, si possono utilizzare coppe da latte (paracapezzoli), esercizi di stimolazione secondo la tecnica di Hoffman (arrotolamento e stiramento dei capezzoli), conchiglie forate per il seno, tiralatte.
Influiscono negativamente le pratiche neonatali quali un ritardato inizio dell'allattamento al seno, l'utilizzo di succhiotti, la separazione madre-bambino, la supplementazione con glucosate e alimenti artificiali.
L'allattamento deve essere rigorosamente a richiesta e il digiuno non deve superare le 6-8 ore (pena il rischio di ipoglicemie, ovvero cali di zucchero nel sangue). La presenza, anche attivamente collaborativa, del padre all'allattamento al seno è elemento tranquillizzante la madre e il neonato e quindi va totalmente incoraggiata!!!
Prima di ogni poppata praticate il massaggio mammario. Eviterà l'indurimento del seno.
Un utilissimo accorgimento pratico durante l'allattamento è la rotazione del bambino o durante la poppata o tra poppate diverse (questo allattamento a "lancetta d'orologio" consentirà lo svuotamento di tutti i dotti mammari e uniformerà la stimolazione sui capezzoli riducendo il rischio di ragadi).
La posizione classica, comunque, è quella con madre comodamente seduta, con valido supporto al dorso, braccio che sostiene il bimbo arrivando fino al culetto e corpo del neonato completamente rivolto verso la madre "pancia contro pancia".
La mamma può sostenere la mammella tra le 4 dita della mano, posizionate sotto la mammella e aderenti alla gabbia toracica. Il quinto dito, il pollice, deve stare nella parte superiore. Areola e capezzolo dovrebbero essere inseriti ben all'interno della bocca del bambino. Per interrompere la suzione basta inserire un dito tra le gengive del bambino.
Alternate la mammella con cui iniziate la poppata: essa riceverà infatti lo stimolo maggiore.
Il bimbo mangia abbastanza? Se cresce di 24 grammi al dì nei primi 3 mesi, 20 al dì nei secondi tre mesi, 10 nel secondo semestre…sì.
Sei-otto minzioni al giorno, tre-sei evacuazioni al dì sono altri segni di una alimentazione sufficiente.
In assenza di problemi specifici si consiglia l'allattamento esclusivo al seno per i primi 6 mesi (è ammessa un po' di frutta dopo il 5° mese) senza necessità di aggiungere acqua: il latte è alimento completo, anche per neonati Tuareg del deserto! Oltretutto i reni sono funzionalmente immaturi fino a 12 mesi e fanno fatica a smaltire eccessi di acqua e sali. Beva invece molto la nutrice!

PICCOLI PROBLEMI: Mughetto nella bocca del bambino e -moniliasi-sui capezzoli (fastidio, bruciore ai capezzoli): asciugatura all'aria dei capezzoli e trattamento con prodotti antifungini di cavo orale e capezzoli medesimi.Si tratta infatti di una Candida albicans.
Mastite: colpisce il 5% delle donne che allatta, spesso è preceduta da un intasamento dei dotti galattofori e degli alveoli, è causata da una infezione batterica (speso stafilococchi) del connettivo interlobulare. Sintomi e segni: dolore vivo e localizzato, arrossamento, calore localizzato, febbre, malessere generale. La precoce terapia antibiotica impedisce la formazione di ascessi. Non c'è univocità di pareri sulla necessità di sospendere l'allattamento dal seno malato.
Secondo alcuni può proseguire come niente fosse, secondo altri (tra cui lo scrivente) per evitare il passaggio di germi al neonato è meglio tirare il latte e gettarlo via per i primi giorni di terapia, allattando solo dal seno sano.
Ragadi del capezzolo: sono fissurazioni dolorose. Possono esser prevenute con una corretta tecnica di allattamento, con il frizionamento rassodante dei capezzoli, con l'asciugatura all'aria dei medesimi, con poppate brevi, con la rotazione del poppante a "lancetta d'orologio".
Per la cura: Burro di Karitè, pomate alla follicolina o clorofilla, pomate alla glicerina tannica al 2%.
Dolore precoce del capezzolo. Si manifesta in seconda-terza giornata ed è dovuto a una scorretta tecnica di allattamento con conseguente riduzione dell'emissione di latte. Scompare quando si stabilisce un valido riflesso di emissione.
Ingorgo mammario. Si può manifestare già dal secondo giorno post partum. Si verifica allorquando l'emissione di latte è inferiore alla sua produzione. Spremitura manuale, massaggio mammario, impacchi caldo-umidi, aumento delle poppate e rotazione del neonato con corretto attacco al capezzolo e all'areola rappresentano le terapie dell'ingorgo.




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